Dopo la rivoluzione, parte II PDF
Scritto da tiensi   
Giovedì 11 Settembre 2008 17:33

-Com’è fatto uno schiavile, mamma?
Rosanna sorrise. Era ancora una donna molto bella, i capelli scurissimi tagliati corti, rivelavano i lineamenti delicati e le labbra sottili...
- Su devi avere solo un altrò pò di pazienza e lo vedrai con i tuoi occhi!
- E ma non reggo più dalla curiosità!
Rosanna sospirò. Le venne da pensare a quanti anni avesse dovuto aspettare lei, prima della rivoluzione. Alle umiliazioni subite (e quante!!!) da suo marito prima del cambiamento. Mortificazioni che però aveva restiuito una ad una e continuava a farlo ogni giorno, con immutato piacere. Chissà se le nuove generazioni avrebbero goduto altrettanto nel mortificare i maschi..
-Su fai la brava, ormai sei grande Sara!
Con questi discorsi Rossana e Sara uscirono di casa estremamente eccitate per l’importanza di quella giornata e si recarono alle carrozze.
***

Qui dobbiamo aprire una parentesi sui mezzi di locomozione di questa nuova era.
Le carrozze erano lo strumento più utilizzato per i brevi spostamenti, quelli fino ai 20-30 km. Ovviamente non venivano più utilizzati i cavalli, finalmente lasciati liberi, ma degli uomini, uno o massimo due generalmente, per ogni carrozza. Questo non trasgrediva la regola del solo schiavo per ogni donna poiché, come è facile pensare, un mezzo di locomozione non è in grado di servire. Gli uomini cavalli venivano venduti direttamente con le carrozze, poiché venivano considerati oggetti. Gli animali “aggregati” erano generalmente criminali del vecchio periodo o del nuovo che, non meritando il ruolo di servi domestici, venivano utilizzati come oggetti per i lavori più duri. Era bastato un semplice chip di controllo per ridurli alla totale obbedienza e portare il problema della criminalità vicino allo zero.
Certo lo schiavo-cavallo non era molto veloce ma le Donne ormai, poiché non lavoravano, non avevano fretta, e ci tenevano a preservare il Loro pianeta. In più c’era il piacere di aver ridotto un volgare maschio criminale ad una bestia da soma. Al massimo queste bestie venivano utilizzate per altri impieghi come la cura degli orticelli personali delle Padrone o per lo spostamento di oggetti molto pesanti, tanto, a forza di trainare carrozze, erano abituati. Ma questo tipo di servi dormiva sempre all’esterno, in delle piccole cucce un po’ più grandi di quelle dei cani e non entravano mai in contatto con i corpi delle Padrone, al massimo con Loro oggetti se particolarmente meritevoli.
Ma torniamo al viaggio verso lo schiavile…. Quello che a Rossana e Sara sembrava essere un viaggio normale, ai nostri occhi sarebbe apparso assurdo. Ovunque carri trainati da uomini quasi del tutto nudi: uomini spazzini che pulivano continuamente le strade, domestici che si affacciavano dai balconi per stendere i panni, e Donne comodamente stese e riposate nei terrazzini con uno schiavo a leccar i piedi o a far da portacenere. Ma del resto questa era la loro funzione.
***

Finalmente Sara e Rossana arrivarono allo schiavile. Era un edificio mastodontico che sorgeva al centro della città (c’era uno schiavile per ogni città abbastanza numerosa) che all’esterno recava la scritta “Donne: Siate e Create. Uomini: obbedite!”.
Appena un uomo le vide arrivare corse a quattro zampe ai loro piedi per pregarle di fare da zerbino, baciare i loro piedi in segno di sottomissione e accompagnarle nel viaggio.
Le due donne accettarono volentieri l’invito e, presa per il guinzaglio la guida si fecero portare all’interno della mura.
Lo spettacolo che videro fu per loro estremamente eccitante. C’era un enorme spazio esterno dove gli uomini lavoravano la terra e trattavano il bestiame. Nudi. Ognuno di loro aveva il simbolo della dominazione femminile marchiato a fuoco sul pene.
La guida inizio a spiegare : cominciò spiegando che tutti i prodotti agricoli della città venivano da quel luogo: grazie alla benevolenza delle Donne che consentivano a tutti loro, luridi e stupidi maschi (sue testuali parole) di restare in vita e servire le vere Padrone del mondo. Ogni maschio aveva un suo codice e un chip di sottomissione che memorizzava tutto il suo lavoro giornaliero, in modo da stabilire quali fossero gli schiavi meno efficienti. Costoro venivano puniti severamente da volontarie che per la società si prendevano la briga di castigare quelle stupide bestiole che neanche sapevano fare bene il loro lavoro.
Nello schiavile c’erano i maschi senza padrona. Lavoravano dieci ore al giorno (a volte all’esterno altre volte all’interno) al termine delle quali potevano consumare il loro unico pasto costituito dagli scarti dei prodotti del lavoro. Dopo pranzo passavano alle esercitazioni pratiche, una sorta di piccola scuola/allenamento dove le bestiole si esercitavano nei lavori domestici o a servire Signore che gentilmente si prestavano a farsi adorare per addestrarli. Ma questo capitava raramente.
Alla fine della giornata le bestie potevano dormire con la bocca fermata da una delle scarpe vecchie che venivano portate dalle donne allo schiavile. Si era infatti deciso che fosse un peccato buttare le scarpe e pantofole vecchie. Venivano portate allo schiavile per essere adorate dai poveri maschi soli che dovevano abituarsi a servire una Dea.
Le umili spiegazione della guida suscitarono l’ilarità di Rossana. Così volle divertirsi a punzecchiarlo.
- Ehi… non trovi divertente la situazione di sottomissione a cui vi abbiamo condotto? Io trovo proprio ridicolo come vi siate fatti ridurre a straccetti per pulirci i piedi…eh?
Appena ebbe nominato il temine “piedi” lo schiavo si inginocchiò e posò la fronte vicino alla punta delle loro scarpe.
- E’ solo quello che ci meritiamo Divina, siamo stupide bestie e come tali dobbiamo essere trattati.
Rosanna rise.
- Che bravo, reciti anche la filastrocca, chi te l’ha insegnata?
Dicendolo gli aveva sollevato il mento con la punta della scarpa.
- La Padrona che ci ha istruito Divina.
Lei scosse la testa e lo colpì con un calcio sulle labbra.
- Ma io non voglio una filastrocca, facciamo così, ora ci sediamo e parliamo, ma voglio sapere cosa pensi davvero, chiaro?
Il calcio gli aveva fatto sanguinare leggermente il labbro, ma lo schiavo non fece una piega.
- Sedere? Ma Padrona ..
Un altro calcio, nello stesso punto lo raggiunse.
- E’ un ordine!
Lo schiavo chinò il capo e baciò la punta della scarpa che l’aveva colpito.
- Tutto quello che Lei desidera Padrona!
- Bravo cagnolino, così mi piaci.
***

In mezzo ai campi c’erano delle panchine fatte apposta per le Donne che amavano nel tempo libero passare a vedere e controllare il lavoro degli schiavi.
Su una di queste sedettero Rossana e Sara. Profittando della sosta occhieggiavano i maschi intorno. Poteva capitare che piacesse loro qualcuna di quelle bestie. Anche le madri portavano spesso lì le figlie per istruirle sul modo di trattare i maschi.
Poi Rossana ruppe il silenzio guardando fisso negli occhi la guida, fino a quando il sottomesso abbassò i suoi
- Naturalmente, mentre parliamo, ci fai da poggiapiedi..
- Naturalmente, Padrona...
In quella posizione, consona al suo ruolo, rivolse loro la domanda più importante:
- Sublimi Dee, scusatemi l’ardire… ma posso chiedere il perché della visita?
Rosanna non ci pensò due volte a scalciarlo. Ma rideva guardando sua figlia…
- Stupido cane non vedi che mia figlia è in età da schiavo ? (ovviamente il richiamo era alla antica “età da marito”, cosa ormai ritenuta notevolmente antiquata)
In quel momento Sara decise che voleva anche lei una parte in quello spasso..
- Mamma… ma sai che guardando queste bestie lavorare mi è venuto da sudare? ho i piedi inzuppati e sporchi di terra, che schifo…. capisco che per questi maiali sia naturale sguazzare nella sporcizia, ma per noi dee è impensabile anche solo calpestare questo schifo! (Sara stava calcando la mano, ma aveva capito il gioco e ora voleva vedere dove si poteva arrivare … ma in realtà quelle cose più o meno le pensava davvero).
- Beh schiavo…., mia figlia ti ha detto che ha i piedi sudati e sporchi, che aspetti? leccali!
Senza una parola lo schiavo cominciò il suo lavoro..
- E intanto fammi da poggiapiedi, così da bravo…
- Grazie, slap, per questo onore ,slap, Divine Padrone!
E a Sara venne voglia di mortificarlo..
- Ecco vedi? mia mamma aveva proprio ragione! Guardati! Ma non hai una dignità? Fai da poggiapiedi a lei e intanto mi lecchi devotamente i piedi solo perché io, una ragazza più piccola di te, ha i piedi un po’ sporchi della terra dove voi vi ammazzate a lavorare… mentre noi ci riposiamo e vi comandiamo. Non ti senti meno di zero?
Lo schiavo non alzò gli occhi, né la fronte.
- Mi sento, slap, quello che voi mi dite, slap ,di sentirmi Padrona.
Rosanna forse si impietosì…O forse no. Il fatto era che avendo conosciuto gli uomini prima del grande cambiamento era interessata a scoprire nelle pieghe del loro essere ogni possibile traccia delle vecchie inclinazioni dominanti...
- Ok Sara… lascialo stare, ha da fare con i tuoi piedi.. voglio parlarci io….
***

Sara sbuffò, ma obbedì.. E Rosanna, riprese a svolgere la sua indagine..
- Ora dimmi cosa pensi davvero di noi donne, schiavo miserabile, e non mentire!
- Penso slap siate delle Dee che slap noi maschi abbiamo il privilegio slap di adorare come meritate!
- Ora mi irriti! Ma come fai a chiamare privilegio questa condizione! Sei meno di un cane e non hai nemmeno una Padrona!
- Beh slap padrone slap la verità è che slap speravo mi prendeste voi slap, anzi vi slap imploro umilmente slap farò tutto quello che vorrete slap!
- Ahahah hai sentito Sara? Questo cagnolino vuole averti come sua Padrona! Ahah..che ne dici?
- Beh potremmo farti un test, che ne dici bestia?
- Si slap la prego slap!
- Bene. Smetti di leccare adesso. Voglio vedere quanto sei consapevole di essere uno zero di fronte a me!
- Si Padrona!
- Cominciamo con un classico, abbaia!
- Wof!
- Più forte!
- Wof! WOF !
- Si non c’è male…ora fai dieci flessioni e alla fine di ogni flessione baciami i piedi alternando!
- Mmm….si non è male questo schiavetto Sara…che posto hai tra i lavoratori qui?
- Sono uno dei primi Padrona!
- Mmm…interessante….ora leccami un po’ la suola delle scarpe!
- Si Sara non è male, guarda come te la sta pulendo bene!
- Mmm…si si non c’è male ma deve migliorare chiaramente!
- Schiavo ora voglio tu lecchi la terra sotto i miei Piedi, ah inghiottila tutta, finchè non ti dico di smettere!
- Come sei cattiva Sara ahahah!
- Beh deve essere ubbidiente no?
- Eh si hai proprio ragione! Brava Sara! Eheh…
- Ok adesso toglimi una scarpa con la bocca, veloce!
- Subito Padrona!
- Ora mettitela in testa con le mani e fai cinque giri su te stesso abbaiando senza farla cadere!
- Ma guarda che bravo, c’ è riuscito!
- Schiavo ma non ti senti ridicolo? Hai la bocca sporca di terra, una mia scarpa in testa, abbai e giri su te stesso come i cani per convincermi a prenderti come schiavo….
- Spero solo di averla divertita Padrona!
- Beh ti dico la verità, si mi hai divertito ma con te non c’è gusto a dominare.. non sei il mio tipo di cane, tutto qui….però per ringraziarmi del tempo che mi hai fatto sprecare con te, puoi finire di leccarmi le suole! Muoviti!
- Grazie Padrona- disse lui con le lacrime agli occhi mentre leccava.
- Cagnolino usa le lacrime per pulire meglio le scarpe, da bravo!
- Si slap Padrona!
- Dillo in inglese adesso con le labbra attaccate alla suola!
- Yeess Miisstress!
- Ahah, come sei buffo. Saresti un buon giullare!
- Aspetta alza la testa….(Sara gliela alzò spingendola con il piede)..posso darti un bel calcio sul naso adesso? Ah giusto non devo chiedertelo vero?
- Si Padrona, è Lei che decide..
- Fissa bene la pianta del mio piede prima che ti dia un calcio. Pensa dipende tutto da lei risparmiarti la faccia o romperti il naso… Perché non la preghi di risparmiarti?
- La prego Padrona, La supplico di….
Subito gli arrivò un colpo sulla guancia dato con tallone.
- Ho detto di pregare la pianta del mio piede non me imbecille!
Lo schiavo ormai piangeva a dirotto e riuscì solo a dire confusamente:
- Io …la …io..
Fu allora che Sara gli diede un colpo lievissimo sul naso!
- Vabbè dai ho capito, sei un incapace…la vedi quella donna laggiù? Vammela a chiamare subito e quando torni leccami di nuovo le scarpe mentre cammino, chiaro?
- Si Padrona, subito! Grazie per la sua bontà!
***

Di Donne quel giorno ce n’erano pochissime, un paio in tutta la parte esterna, due volontarie che per divertimento giravano i campi e assistevano allo spettacolo della loro opera di civilizzazione. Lo schiavo corse a quattro zampe fino a Lei e prostrato la implorò di raggiungere Sara che intanto stava parlando con la madre. Che stava riflettendo sul mutamento delle generazioni. Di come sua figlia fosse diversa, rispetto alle giovani donne dell'altro tempo. Quello ormai lontano, di prima della rivoluzione.
- Sara non ti facevo così cattiva..
- Beh sai dipende dai momenti…poi sono bestie vanno educate in modo rigido!
- Che brava che sei, non invidio per niente il tuo futuro schiavo però! Eh-eh
- Ma perché non vuoi prendere quel cagnolino? E’ rapido ed efficiente, obbedisce senza ragionare, è un automa ai tuoi piedi…
- Appunto mamma, mi annoia…ti immagini dieci anni con quella palla al piede? Il mio schiavo dovrà soffrire e essere addomesticato con mio estremo piacere sotto il peso dei miei piedi, lentamente!
- Ma Sara quello che dici è rischioso…
- Mamma lo sai che un cane che addomestichi tu si affeziona molto di più e obbedisce solo a te…quel verme di prima obbedirebbe nello stesso modo a chiunque…
- Sei molto intelligente…sei proprio cresciuta…
- E’ merito tuo mamma…l’ho imparato guardando papà divenire da capofamiglia a tuo leccapiedi! Lui obbedisce in modo diverso a te, rispetto al resto delle donne. Il mio schiavo deve essere MIO!

Commenti

avatar piepu
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bravo....hai descritto dei bei momenti ed anche la storia della rivoluzione è molto bella...se puoi scrivene ancora, magari spiegando i figli maschi che fine fanno...PS: unico appunto: la madre si chiama Rosanna o Rossana? :)
avatar azazel
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Bravo,Bellissima storia,veramente complimenti per come scrivi,spero che la storia continui,magari con dettagli sulla società, la scuola ecc...,mi piacciono le storie di fantasia cosi ben raccontate:-)
avatar skalpo
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sono in fremente attesa della continuazione, non ti fermare
avatar DeaPadrona
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chi scrive racconti come questo li scrive soltanto per far vedere come vuole essere trattato, no? :)
avatar serveHER
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Caro Tiensi, devo dire senza ombra di dubbio, che questa storia è la storia più bella, più meravigliosa, più eccitante, scritta migliore, che io abbia mai letto nella vita. Fidati, ce ne sono state tantissime, ma questa tua storia mostra quanto dato che sei per quanto riguarda talento. Non parlo abbastanza bene per esprimermi ma questa fantastica storia è oltre parole, inoltre un capolavoro! In parole povere amo la tua storia. Ti prego di continuare come pensano tutti gli altri sono sicuro. Se ci fosse un libro l’avrei già comprato! -a qualsiasi costo!! eheh Parlo sul serio, ti pagerò volentieri una bella somma (euro) a continuare, e per giunta voglio regalarti qualcosa per quello che ho già letto. Scegli dal mio sito American-Goddes s.com. support@American-Goddes s.com Ti ho mandato un messaggio anche qui in privato. Mille grazie!! Sei un grande! A proposito, Sara deve ancora fa la selezione dello schiavo!!
avatar serveHER
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Ciao Tiensi, sei vivo ancora! Puoi continuare questo tuo capolavoro!?! Grazie di nuovo

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